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L’ultima canzone di Marco Prato

L’assassino ha scelto di “morire sulla scena”, come cantava Dalida

IL VIDEO


L’ultima canzone di Marco Prato


Il mostro amava Dalida, le canzoni francesi, le strofe con la erre moscia. Il mostro, un tempo, era un ragazzo felice che amava riprendersi mentre alla guida della sua auto cantava canzoni sorridendo in telecamera, prima che la cocaina gli entrasse dentro fino a trasformarlo in un involucro vuoto, corpo da uomo e sensibilità di donna, da riempire con la droga delle emozioni forti. Marco Prato, l’assassino di Luca Varani, autore di terribili sevizie in compagnia di Manuel Foffo, ha preferito suicidarsi in carcere piuttosto che trascorrere i prossimi 30 anni in una cella. Oggi in tanti lo piangono, come se fosse una vittima, l’unica, di quella brutta storia, ma non è così. Marco Prato era un assassino ma non doveva morire da mostro, andava aiutato a sopravvivere e a darsi un futuro, anche lontano. Lui ha scelto di “morire sulla scena”, come il titolo di quella canzone di Dalida, la sua amatissima Dalida, che cantava due anni fa nella sua auto, felice.