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Salviamoci la Pell: chi se l’è cantato?

La polizia australiana lo ha finalmente incriminato: ma la farà franca?

PEDOFILIA IN CHIESA


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L’ultima canzone di Marco Prato

L’assassino ha scelto di “morire sulla scena”, come cantava Dalida

IL VIDEO


Un Pokemon contro Renzi: chi è in pista?


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C’è un luogo e un momento per ogni cosa, ma non ora” (Pokemon, la serie)

Micheal B. Jordans

Piace alla gente che piace, ma in effetti è  un bell’uomo che può piacere anche a chi non piace perché lui, per tutta la vita, ha fatto attenzione a non dispiacere a nessuno e s’è impegnato a tenere insieme tutto, bellezza e intelligenza, ricciolino e messa in piega, bianco e grigio, fascino e rigore, liberismo e solidarismo, europeismo e campanilismo, poteri forti e poteri mosci, alta finanza e conti della serva, università  e strada, snobismo e populismo, sinistra e destra, boeri piccolafondi monetari e salari minimi, Monti e Tremonti, Bersani e Verdini, tagli ai privilegiati e scivoli per scalcinati, vicinanza ai politici e distacco algido, come adesso, che è a un tiro di schioppo dal Principe che lo ha voluto e lo osserva dalla finestra di un ufficio che ha voluto principesco per solidarietà con il suo mentore politico, quello che lo ha tirato fuori dalla bolgia irrilevante degli editorialisti e dalle chiacchiere da bar delle migliori università del regno, il Principe che ora lui osserva, studia, saluta con la manina in attesa di ritrovarselo nudo, in attesa di varcare  quella soglia che tante volte, negli ultimi mesi, ha passato in gran segreto per rassicurare chi lo aveva voluto considerandolo un fedelissimo capro espiatorio da sarificare a suon di stipendio d’oro sull’altare di riforme indigeste che lui, finora, s’è rifiutato di avallare, coltivando invece il proprio orticellone, come Mario Merola nello Zappatore, con vangate di promessine demagogiche su questioni delicatissime che gli varranno un’apertura di credito enorme da parte degli italiani, da qui a poco, grazie alla sua conoscenza di problemi complessi che riguardano il futuro degli italiani, ma anche molto confortato dai disastri dei ministri del governo amico e dalla pessima fama dei suoi precedecessori, meno belli e abili di lui, che ama sussurrare ai cavalli vincenti, sente Calabresi, vede Mattarella, incontra il Papa, motiva i nemici del Principe ma tranquillizza i suoi amici, frena, taglia, cuce, stira, ammira e ritira la riforma del secolo alla quale era stato chiamato a dire sì senza se e senza ma e che invece ora cavalca come una meravigliosa amazzone su Furia cavallo del west senza farlo mai bere, perché sa che quella è la sua dote da portare a Palazzo Chigi da qui a ottobre, quando il no suonerà come un meraviglioso via libera a lui, il Pokemon della futura classe politica italiana, colui che non esiste ma che tutti cercano, che appare e scompare solo se a chi sa giocare e sa dove cercare. Chiaro, no?

(28 luglio 2016)