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  • Il Senato rottamato si regala nuovi computer


    “Le menti creative riescono a sopravvivere
    anche ai peggiori sistemi educativi
    ” (Anna Freud)

    Micheal B. Jordans

    Negli stessi giorni in cui il Senato si auto-rottama a colpi di riforma Boschi, come una vecchia star di Hollywood che si spara il botulino nelle rughe anche Palazzo Madama scopre l’esigenza di rifarsi il look “informatico” regalandosi un maxi-appalto da tre milioni di euro. Il 18 febbraio si chiuderà il bando per la procedura ristretta che assegnerà la fornitura in leasing operativo di apparecchiature di rete in tecnologia Cisco “per il parziale aggiornamento ed ampliamento della rete informatica del Senato, comprensiva di servizi di manutenzione, servizi professionali di assistenza tecnica specialistica e servizi accessori”. Roba che neanche il Pentagono sotto attacco…

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    Il ministro Boschi al Senato

    A Palazzo Madama, a quanto pare, sono tutti d’accordo, o quasi: la gara è stata infatti indetta con deliberazione del Collegio dei Senatori Questori n. 262/XVII del 21 dicembre 2015 a maggioranza . L’appalto ha per oggetto la fornitura in leasing operativo di apparecchiature di rete di marca Cisco, i servizi di manutenzione hardware, aggiornamento software e servizi accessori delle stesse apparecchiature, i servizi di manutenzione dei computer ancora funzionanti dell’amministrazione, oltre a installazione, configurazione, troubleshooting avanzato e manutenzione preventiva sulla rete del Senato. L’appaltatore dovrà inoltre rilevare in proprietà (trade-in gratuito) una parte delle apparecchiature dell’Amministrazione che saranno oggetto di sostituzione con quelle in leasing. L’elenco dettagliato delle apparecchiature da fornire sarà indicato nel capitolato tecnico, così come quello delle apparecchiature di proprietà dell’Amministrazione per le quali sono richiesti i servizi di rigenerazione, ma il valore stimato,  IVA esclusa, dell’appalto a procedura ristretta e al massimo ribasso, viene individuato in tre milioni di euro per cinque anni.

    Perché il Senato ha scelto Cisco?

    A proposito, ma perché proprio computer Cisco? E’ solo un caso, certo, ma va ricordato che il colosso Usa ha promesso a Renzi, solo pochi giorni fa, 100 milioni di dollari di investimenti privati nei prossimi tre anni nel campo della trasformazione digitale. Lo aveva annunciato  su Twitter proprio il presidente del Consiglio, che aveva  incontrato a Palazzo Chigi il ceo di Cisco, Chuck Robbins, e l’amministratore delegato di Cisco Italia, Agostino Santoni, grandi manager che dimostrano di credere molto nell’Italia. E il Senato italiano in loro.

    (30 gennaio 2016)