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Un Pokemon contro Renzi: chi è in pista?

Un personaggio affascinante, da cartoon, lavora nell’ombra…

GRANDI MANOVRE


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Renzi, Almirante e quell’Italia che va

La variante di valico, una delle poche grandi opere pubbliche risolutive

DIRETTISSIMA

 


Un fantasma per Virginia


La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio,
passa anche un supplemento di anima” (Henri Bergson)

Caterina Ronchieri

Certo, Rocco Casalino, balzato agli onori della cronaca nella prima edizione del Grande Fratello e ora addetto stampa del Movimento 5 Stelle, non può occuparsi proprio di tutto tutto. Immaginiamo che la sua battaglia contro l’uso spregiudicato e improprio e dei congiuntivi, da parte dei suoi deputati, contro le frecciatine interne tra gruppetti isterici e contro le violazioni del codice del silenzio imposto daGrillo rappresenti già una battaglia quotidiana, che sposserebbe chiunque. Ma dalle parti del Campidoglio, o meglio, per noi poveracci che i discorsi della sindaca Virginia Raggi ce li dobbiamo leggere, si comincia ad intuire che la penna che li scrive non sia proprio sopraffina. Virginia Raggi, quando parla in pubblico, colleziona banalità e leggerezze degne della miglior casalinga di Voghera. Cominciò, la Sindaca, copiando parte del programma elettorale da una conferenza programmatica della federazione dei Verdi: “Siamo portatori di una visione del mondo biocentrica che si oppone all’antropocentrismo…”. Periodo perfettamente identico nei due documenti. E molte altre parti del programma sono stati integralmente “ispirati”  da altri. Ma almeno quando si copia, si ha il vantaggio di assorbire concetti interessanti da altri. Il problema, forse, nasce quando non si copia ma si va a braccio. La notte dell’elezione a Sindaca di Roma, il massimo che le abbiamo sentito dire è stato: “Il vento sta cambiando”. Già. Ma anche quando la Sindacas’è soffermata su tematiche otorinolaringoiatriche, lamentando attacchi mirati perfino ai suoi lobi, non ha dato prova di grande tatto comunicativo : “L’ultima moda è attaccare le mie orecchie. Sono grandi”.

raggi

Virginia Raggi

Adesso, non è che tutti noi non siamo letteralmente angosciati dai padiglioni auricolari della Raggi. Pensi quello che vuole, ma la smetta di dirlo in pubblico. Toccano punti altissimi, i discorsi di Virginia, anche quando va in piazza. Dal palco di Palermo, lo scorso 25 settembre, esordisce con: “E’ bellissimo, non mollo, è  bello è bello è bello”. In questo caso la citazione sembrava rubata a Nino Frassica e al suo famoso “Non è bello ciò che è bello, ma che bello, che bello, che bello…”. La vetta assoluta però è stata forse toccata durante il discorso di presentazione dei nuovi assessori: “Forse in questi primi mesi abbiamo avuto delle difficoltà, ma queste difficoltà ci hanno aiutano a crescere… ringraziamo i romani per la pazienza…”. Le difficoltà aiutano a crescere. Vero. Alle elementari. Ma dal sindaco della capitale ci si aspetterebbe qualcosina in più di un desiderio di crescere. I cittadini hanno bisogno di essere governati da persone capaci e competenti, dichiarare in pubblico che stai crescendo è come ammettere di essere inadeguata al tuo ruolo. Sveleremo un piccolo segreto, a Virginia. Ci sono delle persone, che sono già cresciute e sono piuttosto competenti e capaci, che di mestiere fanno proprio quello di scrivere discorsi per altri. Forse, oltre agli assessori, il sindaco di Roma dovrebbe cercare qualcuno che le scriva i discorsi. Questo non ci risparmierebbe il caos della Capitale, ma almeno salverebbe le nostre orecchie da dichiarazioni incredibili.

(19 ottobre 2016)